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La Cravatta

La Cravatta nata inizialmente come semplice fazzoletto, che scomparve poi nella seconda metà del XIX secolo, ha conquistato nel corso degli anni un posto di rilievo nella vita dell’uomo. 

Accessorio oramai indispensabile per l’eleganza maschile, negli ultimi anni viene indossata, sempre più spesso, anche dalle donne.

La Cravatta esprime la personalità di chi la indossa ed è strumento di grande importanza nelle relazioni sociali ed in ambito lavorativo. 

Nasce inizialmente come pezzo di stoffa che i legionari romani tenevano legato intorno al collo, con il nome di “focale”. 

Fin dagli albori dell’umanità l’uomo ha avuto il bisogno di legarsi un pezzo di stoffa intorno al collo, infatti, gli antichi egizi legavano ai defunti, in segno di protezione, un lembo di stoffa intorno al collo con il nodo di Iside. 

Alcuni secoli più tardi i francesi adottarono questo “fazzoletto”, riprendendo a loro volta l’idea, da quello indossato dai mercenari croati durante la guerra dei Trent’anni (1618-1648). 

Nel 1661 Luigi XIV istituì la carica di “cravattaio” del re, gentiluomo che aveva il compito di aiutare il sovrano ad abbellire ed annodare la Cravatta. Con il passare degli anni la duchessa di Lavallière, fu la prima donna ad indossarne una. 

Nel 1925, il cravattaio americano Jesse Langdorsf brevettò unaCravatta lunga, meno sgualcita e più stabile: era nata la Cravatta attuale, confezionata con tre segmenti di tessuto e tagliata di sbieco. 

La parola “Cravatta” deriva dal termine croato “hrvat”, che vuol dire appunto “croato”, anche se molte prove indicano diverse interpretazioni, per esempio che la parola fosse in uso in Francia già nel XIV secolo ed in Italia nel XVI secolo. 

Eustache Deschamps, scrittore francese, in una sua ballata, per esempio, usava la frase “faites restraindre sa Cravate” che significa: stringete di più la Cravatta. 

Ci sono pochi dubbi comunque che la Cravatta moderna sia l’evoluzione dell’accessorio che mettevano al collo i mercenari. 

Verso la prima metà del XVII secolo i soldati croati ebbero grande successo nelle guerre e la cavalleria croata divenne famosa in tutta Europa con il suo caratteristico accessorio che divenne così un simbolo di cultura ed eleganza tra la borghesia. 

Oscar Wilde nel suo libro “L’Importanza di Chiamarsi Ernesto” diceva: “Una Cravatta bene annodata è il primo passo serio nella vita.“ 

Carlo II, importò in Inghilterra quest’ultimo vezzo della moda. Solo dieci anni più tardi, il nuovo accessorio conquistò tutta l’Europa, oltre alla maggior parte delle colonie sul continente americano. 

Sir Hardy Amies nel suo “The Englishman’s Suit” scriveva: “Se noi, Britannici, non possiamo pretendere di aver inventato la Cravatta moderna, neppure le altre nazioni possono attribuirsene il merito. Non abbiamo il dovere di rintracciare le origini, risalendo al nastro di raso o di velluto, che ha preso il nome dalla battaglia di Steenkerk (3 agosto 1692), o alla batista di Lord Guildford, o alla cravattona del galante Beau Brummell, o al raso celeste pallido del Conte d’Orsay, o al nero sobrio del Signor Casaubon e di tutta l’alta borghesia Vittoriana. La cravattona, naturalmente, scomparve con la finanziera e l’abito a coda da giorno. La Cravatta, come ben sappiamo, è venuta per accompagnarsi all’abito da giorno”. 

Alla fine del XVII secolo, la Cravatta si era affermata come accessorio necessario ed indispensabile in tutta Europa e nelle colonie americane.

  1. postato da filippofettucciari